IL CIGNO

21 dicembre 2012

I PGT DEI COMUNI E IL DISEGNO DI LEGGE “SALVASUOLI”




Il consumo di suolo in Italia non è più un tema sconosciuto. Anche il premier Monti l’ha nominato in un incontro internazionale due mesi fa. Abbiamo cominciato a studiarne le caratteristiche morfologiche e quantitative. Sappiamo qual è stata la leva che ha reso possibile il suo manifestarsi: l’automobile, con il formidabile aumento della mobilità di persone e merci, che ha reso accessibili alla rendita urbana spazi altrimenti riservati alle produzioni agricole e forestali.


Questa consapevolezza, ormai condivisa, è il risultato di poco più di un lustro di lavoro del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo che Legambiente ha attivato insieme con l’Istituto Nazionale di Urbanistica e il Politecnico di Milano.
Nei percorsi di stesura dei Piani di Governo del Territorio dei Comuni abbiamo spesso riscontrato che alle premesse sulla riduzione del consumo di suolo non corrispondevano disposizioni conseguenti. L’11 ottobre scorso abbiamo presentato le nostre osservazioni alla seconda conferenza Vas del Comune di Colico, incoronato reginetta del cemento nel 2010 da Goletta dei laghi perché, con un aumento di popolazione non proporzionale, dal 1999 al 2007, ha aumentato l’edificato del 30%, 313 ettari. Il nuovo piano prevede la possibilità di edificare su altri 35 ettari. Troppi, anche considerando la copertura dei conoidi già avvenuta e i 7 ettari di ampliamento del polo produttivo previsti dalla variante di PRG del 2011. Oltre che la quantità, le nostre osservazioni riguardano le scelte degli ambiti da trasformare, dentro l’area protetta del Pram dei Montecchi e nelle residue aree agricole.
I risultati del questionario con cui il Comune ha raccolto i pareri dei cittadini inducono a decisioni più coraggiose: l’80% ha individuato l’ambiente come argomento fondamentale per il futuro del Comune;l’opera pubblica ritenuta prioritaria è il potenziamento dell’acquedotto. Il 46% è per lo sviluppo, ma di questi il 72% è per il recupero dell’edificato.
Nei giorni scorsi la Conferenza Stato/Regioni ha approvato, con sostanziali emendamenti proposti dalle Regioni rispetto al testo proposto dal Ministro Catania, il Disegno di Legge cosiddetto 'Salvasuoli'. Il suolo è per la prima volta definito 'bene comune e risorsa non rinnovabile che esplica funzioni e produce servizi ecosistemici'. Un salto culturale e giuridico rilevantissimo.
La legge, a differenza della versione iniziale, tutela TUTTI i suoli, definendoli 'agricoli' in rapporto allo stato di fatto: non, cioè, in rapporto alle destinazioni urbanistiche dei piani vigenti, e questa è senz'altro la più grande innovazione, che recepisce anche le osservazioni da noi inviate al Ministro tramite il coordinamento nazionale 'Salviamo il Paesaggio'. Rispetto a tutte le superfici libere da urbanizzazioni viene stabilito un obiettivo nazionale di riduzione del consumo di suolo da cui discende un massimo di superficie urbanizzabile ripartita tra le Regioni.
Inoltre si stabilisce una moratoria delle urbanizzazioni (fatte salve quelle per cui sono stati già emanati provvedimenti abilitativi edilizi o urbanistici), per un massimo di tre anni, fino all'emanazione dei provvedimenti che indicano le soglie tollerate di nuovo consumo di suolo.
Accogliendo le nostre osservazioni, si stabilisce inequivocabilmente il divieto ai comuni di utilizzare le risorse derivanti da oneri di urbanizzazione per la copertura di spese correnti.
Ora la competenza di emendare e approvare o bocciare la legge passa al Parlamento. Legambiente vigilerà e farà pressione sui parlamentari perché si facciano carico di questa responsabilità.
Ci auguriamo che la nuova legge liberi i Comuni dal dover considerare potenzialità volumetriche vigenti, talvolta non facili da cancellare ma insostenibili per un governo equilibrato del territorio.

12 novembre 2012 - Costanza Panella
Coordinamento provinciale di Legambiente