IL CIGNO

20 agosto 2013

PONTE AZZONE VISCONTI - RESTAURO E VALORIZZAZIONE.





PONTE AZZONE VISCONTI - RESTAURO E VALORIZZAZIONE.


La proposta del Comune di Lecco di intervenire sulla struttura del Ponte Azzone Visconti per motivi di Sicurezza e per cercare di eliminare gli interventi di “deformante protesi costruttiva” avvenuti nel dopoguerra, che hanno snaturato le caratteristiche dell’importante opera medievale, una delle poche insieme alla Muraglia della Chiusa presenti nel nostro Territorio, non può che trovarci d’accordo.
Altro discorso è la funzione da assegnare al ponte nel sistema della mobilità cittadina e provinciale.
Il Comune di Lecco intenderebbe sperimentare un flusso automobilistico con senso unico alternato, riservando metà della strada a pedoni e ciclisti, ai quali è già proibito usufruire del Ponte Manzoni. Noi riteniamo che il Comune di Lecco con i Comuni compresi nella grande area urbana in cui è organizzato il servizio di trasporto pubblico su gomma e con la Provincia di Lecco debba predisporre un Piano del traffico dove il passaggio sul Ponte Azzone Visconti sia riservato solo ai pedoni e ai ciclisti, per considerazioni di ordine storico, turistico, sicurezza, di disincentivazione all’entrata in Città di sempre maggiori quantità di automobili, con pericoli per la salute pubblica e di ingorghi.
Ovviamente il Piano del traffico deve riorganizzare la localizzazione e la funzione dei parcheggi con tariffe crescenti per quelli più vicini al centro, deve prevederne di nuovi all’esterno del Centro (vedi per esempio nell’area Mossini) collegati con bus navetta, programmare le nuove linee del trasporto pubblico in funzione dei prossimi bandi, introdurre sensi unici dove sia opportuno.
Minor inquinamento, maggior qualità della vita sono legati ad una mobilità dolce ed a una migliore organizzazione del traffico che tutti a parole richiamano ma che poi nei fatti non intendono mettere in pratica. La messa in sicurezza del Ponte Azzone Visconti è una buona occasione per raggiungere questi obiettivi, ai quali va compreso anche un supporto alla valorizzazione dei luoghi in funzione dello sviluppo turistico, tenendo presente che il Ponte Azzone Visconti è l’anello di congiunzione fra la Ciclovia internazionale dei laghi, le presenze manzoniane, la stazione ferroviaria e lacuale e la ormai completata ciclopedonale dei laghi di Garlate e di Olginate. La partita è importante anche in vista di Expo 2015 e bisogna quindi attrezzarsi in maniera sostenibile ed intelligente perché è qui possibile coniugare funzionalità di movimento e bellezza del territorio.

Legambiente Lecco e Fiab-LeccoCiclabile
Lecco 20/6/2013


Ponte Azzone Visconti.
La sperimentazione in corso non ha ancora dato indicazioni concrete. Sicuramente il ponte è un nodo importante per la mobilità che però deve essere valutata e programmata secondo tutti gli aspetti in gioco. Prima di tutto la sicurezza, secondo la mobilità dolce, terzo il rispetto della struttura storica. Avevamo espresso una proposta di riservara il ponte Azzone Visconti solo ai pedoni e alle biciclette, però se vogliamo trovare una mediazione, la soluzione migliore è quella di far funzionare l'attuale sede stradale, senza aggiunte stonate e artificiali sui due lati, riservando una corsia ai pedoni e alle biciclette e l'altra alle auto solo in uscita. Già ci sono tante entrate di auto in città comprese quelle della SS36 e quindi si può accettare il passaggio delle auto sul ponte Azzone Visconti solo in uscita per diminuire e alleggerire l'intasamento cittadino. Pierfranco Mastalli -Presidente Legambiente Lecco 3/8/2013

PONTE AZZONE VISCONTI - 12/8/2013
Il dibattito in corso circa le modalità di utilizzo del Ponte Azzone Visconti dopo la decisione del Comune di Lecco:
a) di mantenere il più possibile allo stato originario la struttura del manufatto storico con eliminazione delle pericolanti passerelle e senza nuove aggiunte di costose e deturpanti “protesi”;
b) di garantire il passaggio in sicurezza dei pedoni e delle biciclette su corsia separata dal transito delle auto in uscita dal centro di Lecco,
sembra talvolta impostato senza il supporto di dati statistici oggettivi.
Come si fa a sostenere che la nuova organizzazione della mobilità provocherà inconveniente a questo o a quel comune?
Fermo restando il nostro gradimento alla soluzione proposta dal Comune di Lecco in quanto tende
1) a garantire la sicurezza del transito sul ponte in particolare per pedoni e ciclisti che sono gli utenti più “deboli” e non inquinanti;
2) a salvaguardare e valorizzare sotto l’aspetto storico e paesaggistico con ricadute turistiche un importante e unico (insieme alla Muraglia della Chiusa) monumento medievale presente nel nostro Territorio, chiaro che i problemi della mobilità in Lecco e nei Comuni vicini (in particolare di Pescate che indipendentemente dell’uso del ponte Visconti soffre per un traffico intenso all’interno del paese cresciuto intorno a una strada di collegamento fra Meratese, Capoluogo, Valtellina e Valsassina ) devono essere affrontati con un Piano intercomunale della mobilità, con interventi che da un lato preveda conseguenti soluzioni strutturali ( rotonde, sottopassi, limiti di velocità ecc.) e dall’altro persegua l’obiettivo di diminuire e regolamentare la circolazione delle auto attraverso un Piano dei Trasporti pubblici organizzato su un territorio che non tenga conto dei confini comunali (come già è stato sperimentato per il trasporto pubblico su gomma) e che metta in funzione un auspicabile trasporto pubblico su acqua.
Invece di parlare genericamente della “grande Lecco” sarebbe più utile per i cittadini che le Istituzioni locali si incontrino da subito per organizzare la mobilità nell’area lecchese gravitante sul Capoluogo, ricercando una prioritaria risposta attraverso interventi strutturali/organizzativi e un funzionale trasporto pubblico locale.

Pierfranco Mastalli - Presidente Legambiente Lecco
Lecco, 12/08/2013