IL CIGNO

20 agosto 2013

UN PASSATO DA NON RIPETERE - UN FUTURO DA TENERE SOTTO CONTROLLO

SUPERSTRADA 36
Su iniziativa di Legambiente e WWF, martedì 9 luglio sono stati presentati nella sala consiliare del Comune di Lecco la mostra e il filmato degli anni Settanta prodotti dai comitati nati per vigilare sui lavori della superstrada, contrastare le scelte sbagliate e proporre soluzioni.

La mostra e il filmato sono stati esposti nel cortile di palazzo Bovara a Lecco dal 9 al 13 luglio e successivamente dal 17 al 20 luglio a Bellano in piazza.

Fare memoria è un dovere per impedire che si ripetano gli errori del passato: questa è la finalità dell’iniziativa che intendiamo proporre attraverso una conferenza stampa e la presentazione di una mostra restaurata con filmato degli anni settanta. E' un percorso retrospettivo, necessario per procedere con attenzione e lungimiranza verso la soluzione dei problemi della mobilità dalla pianura ai passi alpini lungo la direttrice del Lario.

Dopo il saluto del Sindaco Virginio Brivio, hanno portato la loro testimonianza anche esperti e personalità che hanno iniziato l'opposizione ad un tracciato stradale inadeguato all'importanza ed alla fragilità dell'ambiente.
1. Costanza Panella - Presidente Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale
"La chiusura della Statale 36: un'occasione per pensare e desiderare una diversa mobilità per le merci e per le persone lungo la sponda orientale del Lario"
2. Edoardo Venini - Curatore del recupero e restauro della mostra itinerante.
“La mostra sulla superstrada 36 , il film storico , gli articoli di stampa ed i documenti degli anni settanta rivisitati alla luce delle problematiche attuali”
3. Dario Balotta - Responsabile trasporti Legambiente Lombardia
“ La mobilità sostenibile, una alternativa dimenticata: le proposte di Legambiente”
4. Alfredo Bini - Docente di geologia applicata, Università di Milano
“Problematiche geologiche fonte di pericolo attuale e futuro”
5. Giulio Ponti – Urbanista e paesaggista
“Il paesaggio e la tutela del territorio problematiche irrisolte nella viabilità come nell'urbanistica: l'esempio della Superstrada 36”
6. Fiammetta Lang - Presidente Italia Nostra Como
“Il ruolo di Italia Nostra nella vicenda della Superstrada 36”
7. Enzo Venini - già Presidente WWF ITALIA
“ I Comitati locali e il WWF Italia nella segnalazione delle storture progettuali del tracciato originario della Superstrada 36. L'importanza delle attività svolte 40 anni fa. L'attualità delle proposte alternative e delle compensazioni ambientali e sociali”
Ha coordinato Pierfranco Mastalli – Presidente Legambiente Lecco

Si riporta la relazione di Costanza Panella che esprime la posizione concordata tra Legambiente e WWF.

La chiusura della Statale 36: un'occasione per pensare e desiderare una diversa mobilità per le merci e per le persone lungo la sponda orientale del Lario

Con l’incontro odierno desideriamo dare inizio ad una discussione che, superata la fase dei maggiori disagi procurati dalla chiusura repentina della SS 36 tra Colico e Bellano e la conseguente necessità di concentrare le forze per le soluzioni logistiche emergenziali, riporti l’attenzione alle prospettive e possa generare azioni che rispondano ai bisogni delle persone e non contrastino con i limiti imposti dall’ambiente e dalle risorse.
Abbiamo accolto subito la proposta di Enzo Venini di rimettere in circolazione la mostra e il filmato prodotti dal Comitato costituitosi quarant’anni fa per vigilare sull’avvio dei lavori della superstrada, denunciare le scelte sbagliate e proporre soluzioni. Quale migliore inizio per ragionare oggi sull’organizzazione della viabilità sulla sponda orientale del Lario? Rivedere il modo in cui gli Enti responsabili hanno proceduto allora e raccordarlo alle conseguenze che subiamo oggi, misurare la distanza da quegli anni in cui lo sviluppo non tollerava limiti (anche se non mancava chi parlava di un diverso modello di sviluppo) e il nostro tempo che impone di valutare attentamente l’impatto ambientale e il rapporto tra risorse e bisogni.
Nei giorni della chiusura chi abita nei paesi del lago ha toccato con mano quanto incida il traffico delle merci durante la settimana e quello dei turisti nel fine settimana. E’ stata anche l’occasione per domandarsi quanto di quel traffico potrebbe essere ridotto o dirottato sulla ferrovia e sul lago?
Le amministrazioni valutano la fattibilità di alcune opere opportune per un miglior utilizzo della superstrada (innanzitutto lo svincolo di Piona verso Nord quale alternativa all'attraversamento di Colico, l’eliminazione del passaggio a livello a Bellano, il raccordo tra lo svincolo di Mandello e la viabilità locale), ma non ci pare sufficiente.
Nel collegamento dell’area milanese con le valli alpine si sconta la scelta di gestire con un basso profilo la linea ferroviaria, trasformando gli scali merce in parcheggi e di investire nel trasporto su gomma, scelta improvvida, dal momento che oggi non ci dà garanzie per i ritardi nella programmazione e nella costruzione della nuova strada di fondovalle in bassa Valtellina (i cui effetti positivi sono tutti da verificare mentre evidenti sono già i danni ambientali prodotti) e per i ripetuti collassi delle gallerie della SS 36 nel tratto fra Dervio e Colico a causa di inadeguate tecniche costruttive in presenza di una paleofrana e di ammassi di rocce in talune parti intensamente sfatti ed in altre interessate da faglie e fratture, come si legge nella relazione geologica e di progetto del 2005 commissionata dall'Anas, senza dimenticare che il tratto da Lecco ad Abbadia Lariana non è ancora stato affiancato da una ciclopedonale, a spese dell’ANAS per riparare al grave errore iniziale.

L’orientamento delle pubbliche decisioni deve tener conto e incentivare i diversi e diversificati modi di muoversi che si fanno strada nelle abitudini delle persone. La nuova mobilità può essere agevolata dal potenziamento della linea ferroviaria con l’aumento del numero dei treni, l’estensione dell’orario, la riduzione del tempo di viaggio, il miglioramento dell’interscambio con il servizio pubblico su acqua e gomma da favorire sia con gli orari sia con i biglietti integrati; le biciclette, grazie alla presenza di piste ciclabili in alto Lario, in Valchiavenna e in Valtellina, devono trovare posto senza restrizioni e incertezze sui treni e i mezzi del lago. Sono azioni fattibili anche a breve termine. Quanto alle merci, oltre a perseguire l’obiettivo di ridurne gli spostamenti, almeno di quelle deperibili e quindi più energivore, pare sensato prevedere che un buon numero di esse ritorni gradualmente a viaggiare su ferro, in particolare nelle ore notturne.